In un incontro online trasmesso via Zoom, il giornalista del Sole 24 Ore Alberto Magnani e l’economista e saggista Diego Masi hanno discusso del futuro dell’Africa, partendo dai loro ultimi lavori editoriali: Il secolo africano – la vera ricchezza d’Africa sono i giovani (Mimesis) di Masi e Le ali dell’Africa (Il Mulino) di Magnani. Un confronto che ha messo in luce un quadro chiaro: il continente africano sta attraversando un momento decisivo della sua storia.
Una rivoluzione demografica che cambia gli equilibri globali
I due autori concordano su un dato cruciale: la crescita demografica africana rappresenta una delle trasformazioni più potenti del XXI secolo. Con una popolazione giovane in forte espansione, l’Africa sarà presto l’unica area del mondo con una forza lavoro in aumento.
Un fattore che potrebbe ridefinire la politica interna dei Paesi africani — come mostrato dalle recenti proteste a Nairobi — e al tempo stesso influenzare gli equilibri globali, attirando l’attenzione di governi e imprese.
Dalla “maledizione delle risorse” alla sfida della trasformazione industriale
Per anni la cosiddetta “maledizione delle risorse” ha frenato la crescita africana: materie prime svendute allo stato grezzo da governi corrotti in economie dipendenti dagli umori del mercato internazionale.
Oggi, però, qualcosa sta cambiando.
Magnani e Masi rilevano una crescente capacità del continente di passare dalla mera esportazione di materie prime alla loro trasformazione. La raffinazione e la produzione di beni semilavorati e finiti aprono la strada a margini più elevati, nuovi posti di lavoro e un’accelerazione verso un vero processo di industrializzazione. Settori chiave come le energie rinnovabili — dove l’Africa dispone di potenzialità straordinarie — stanno già diventando poli di investimento.
Una politica sempre più autonoma, in un continente che attira nuovi attori
Il dialogo ha messo in luce anche un’evoluzione politica significativa.
I governi africani stanno mostrando maggior autonomia rispetto al passato e ai vecchi “padroni” , mentre nuovi attori internazionali — in particolare la Turchia e diverse potenze del mondo arabo — stanno intensificando la loro presenza economica e diplomatica.
Questa pluralità di influenze, sostengono Masi e Magnani, potrebbe offrire al continente maggiori margini di manovra, a patto che le leadership locali riescano a trasformare competizione e nuove alleanze in sviluppo concreto.
Un continente in movimento
Il confronto tra i due autori restituisce l’immagine di un’Africa in rapido cambiamento, con enormi sfide ma anche con opportunità senza precedenti.
La demografia, l’industrializzazione emergente e la ridefinizione dei rapporti internazionali sono tasselli di un mosaico complesso, ma potenzialmente rivoluzionario.
Se l’Africa saprà valorizzare la sua risorsa più preziosa — i giovani — potrà davvero diventare uno dei motori del futuro globale.





