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Ci avevamo sperato! Avevamo creduto che sull’immigrazione l’Europa avrebbe fatto una mossa decisa per mandare in soffitta il trattato di Dublino ed approcciare il tema immigrazione con un respiro più ampio.
Invece si è ridotta a redistribuire i richiedenti asilo (che sappiamo essere una parte minima dell’immigrazione), facendo pagare un biglietto aereo di rimpatrio a chi non li vuole.

Nonostante ciò, Orbán e gli altri governi di Visegrád hanno già detto di No. Non intendono pagare nemmeno il biglietto.

Per capire di più leggete -se volete- il bell’articolo di Buccini sul Corriere, che spiega e chiosa il tutto con ancor più precisione.
L’immigrazione è, insieme alla tenuta economica dell’Europa, una delle problematiche comuni più importanti per la quale non basta sospendere o rimettere in carreggiata il sistema di Dublino.
Andrebbe fatto molto di più, senza dover invocare i principi di solidarietà, pietà e umanità.

Citando solo quelli di nostro interesse, nell’ordine dovremmo:

  • Intraprendere una campagna culturale di forte sensibilizzazione rivolta ai dei cittadini europei sull’ immigrazione. L’Europa, cioè noi, perderà 80 milioni di abitanti da qui a fine secolo; abbiamo bisogno di immigrati. Senza i figli -che non facciamo-, l’Europa declinerà e non potrà progredire. Punto!
  • Smettere di pensare che l’immigrato sia un pericolo per noi o per il nostro lavoro, quando è invece una risorsa da immettere nella nostra realtà come hanno fatto gli Usa negli ultimi decenni (quasi metà della loro popolazione è di immigrazione, ma si sente e vive come americana)
  • Trattare accordi con tutti paesi africani di forte emigrazione per decidere le modalità di emigrazione e di rimpatrio (visto che oggi entrambe sono un disastro!)
  • Iniziare a formare con le nostre università i giovani africani per preparare una emigrazione di qualità, oltre alla manovalanza. Tra poco avremo più bisogno della prima che della seconda.

    Il dibattito surreale suscitato con “Cambiamo Dublino” rischia quindi di essere un diversivo dal problema centrale.

Non si può pensare che se Orban cedesse nel pagare il biglietto aereo a un migrante arrivato -ad esempio- in Italia, allora questo cambierebbe l’atteggiamento degli europei sul tema immigrazione.

È una finta per mettere questo tema non più tra le priorità per alcuni anni. Ma priorità rimane; anzi, è forse la più grande.
Ma occorre anche ricordare a Orban e soci che 100 anni fa erano un impero con il secondo Pil europeo. Oggi tutti e quattro i paesi di Visograd non arrivano al 10% del Pil europeo, ed hanno pochi abitanti. Se continuano così in modo ottuso … potrebbero pian piano sparire.

Le tendenze non perdonano…

 

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