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La vita di Paul Rusesabagina, un eroe del Ruanda, non smette di regalare colpi di scena degni di un film.

Nel 1994 il suo nome balzò agli onori della cronaca mondiale durante la terribile guerra civile che sconvolse lo stato africano, e che comportò il genocidio dell’etnia Tutsi da parte dell’altro grande gruppo etnico del paese, gli Hutu, all’epoca al potere. Prima dell’intervento della comunità internazionale, si stima siano stati uccisi più di 800 mila ruandesi.

All’epoca Rusesabagina era direttore dell’Hôtel des Mille Collines; ed al momento dello scoppio delle ostilità, ed avvedutosi della piega che stavano prendendo i conflitti, non solo decise di non fuggire, ma offrì la struttura ai Tutsi e agli Hutu moderati in fuga, contribuendo a salvare la vita a 1268 persone.

Se la storia vi sembra familiare è perché è stata raccontata dal celebre film “Hotel Rwanda”, e Rusesabagina è stato interpretato dall’attore americano Don Cheadle, fino a diventare un simbolo di speranza da una delle storie più drammatiche del ‘900.

Da più di vent’anni Rusesabagina vive tra il Belgio, di cui è cittadino, e il Texas, di cui è residente.

 

Negli ultimi giorni è prima scomparso e poi riapparso in manette a Kigali, la capitale del Ruanda.

La figlia adottiva Carine Kanimba ha asserito che il padre sarebbe stato durante un viaggio a Dubai.

È difficile risalire a tutti i suoi spostamenti, ma sappiamo che il presidente Paul Kagame mantiene una stretta relazione con il governo di Dubai, che la compagnia aerea di stato ruandese ha dei voli diretti tra Kigali e l’emirato, e che non sarebbe la prima volta che degli oppositori politici vengono rapiti a Dubai per poi essere trasferiti illegalmente nei paesi di provenienza.

Quello che sappiamo è che ora si trova in un carcere del Ruanda, con l’accusa di terrorismo, incendio doloso, rapimento e omicidio, perpetrati contro civili disarmati sul territorio ruandese.

Quanto accaduto non fa che aumentare ancora di più le perplessità e le critiche della comunità internazionale verso il governo di Kigali che vorrebbe passare per la Svizzera dell’Africa.

Ma della Svizzera ha poco perché già nel 2018 un report dell’Unione Europea aveva parlato di serie violazioni di diritti civili e politici nel paese.

Il presidente Kagame è accusato di aver fatto assassinare numerosi esponenti dell’opposizione durante la campagna elettorale del 2017.

L’arresto di un eroe nazionale come Rusesabagina, che negli anni ha aspramente criticato il governo di Kagame, sembra inserirsi in questa politica di repressione del dissenso e di rimozione dei diritti democratici nel paese.

 

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