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L’abbiamo detto molte volte e lo ripetiamo, anche di fronte agli ultimi sbarchi dei barchini tunisini: l’Europa ha bisogno di immigrati e quindi dobbiamo ribaltare il paradigma di narrazione del tema, con governi che ci aiutino a farlo.

Perché?

Perché l’Europa è sempre più vecchia. Forse la politica se ne deve ancora accorgere, ma l’Europa perderà 80 milioni di abitanti nei prossimi 80 anni, un milione di persone l’anno. Ed avrà una popolazione sempre più vecchia, con una percentuale di forza lavoro che si ridurrà sempre più.

Perché l’Europa è anemica, non solo non facciamo più figli ma la nostra ricchezza e cultura ci porta a disdegnare i lavori manuali e usuranti.
Quindi?
Quindi abbiamo bisogno di un aiuto demografico.
Ma l’immigrazione, che se organizzata e ordinata sarebbe la risposta, si scontra con la politica.

L’immigrazione è purtroppo un’arma a doppio taglio: ne abbiamo bisogno ma non possiamo dirlo, perché altrimenti alimenteremmo tutte le opposizioni estreme che guadagnano voti e consensi nel difendere i nostri anemici concittadini a rimanere anemici. E i nostri concittadini-ahimè- ci credono.
“Ci stuprano le donne. Ci rubano il lavoro. Ci rendono islamici. Sono neri e cattivi”: slogan da leoni da tastiera, ma che regalano voti senza spendere un soldo.

In tutta Europa anche i partiti che capiscono il problema sono timidi, cercano di limitare il danno non parlandone. Fanno come gli struzzi, mettono la testa sotto la sabbia come se il problema non esistesse. Senza dire che non facciamo più figli né che l’immigrato troverebbe in Europa un mercato del lavoro che proprio di lui ha bisogno.
L’Italia e l’attuale governo fanno come gli altri, anche se siamo in prima linea con gli sbarchi dei barchini da un paese alla deriva come la Tunisia.

E allora?

Allora è semplice.

Occorre rivoluzionare la narrazione.

Al posto di difenderci come se fossimo in difetto, occorre gridare, pubblicizzare e sostenere la tesi corretta: abbiamo bisogno di un’immigrazione ordinata.
E farlo diventare il prossimo tema europeo grande come una casa, dopo l’economia post Covid.
Ce l’abbiamo fatta con il Recovery Fund; ce la stiamo facendo con il Green Plan; ce la possiamo fare anche con l’immigrazione. Non bastano i pochi miliardi di euro dell’Europa (solo 22, di cui metà per la difesa delle frontiere) messi a budget nel periodo 2021- 2027.

Ci vuole di più: un piano organico, una struttura adeguata e una volontà politica.
E non ne possiamo farne a meno.
Quindi cerchiamo di rendere palese il dibattito, di combattere a viso aperto e aprire la battaglia in Europa, dicendo solo la verità…

Chi avrà il coraggio di farlo con dati e senza inutile buonismo, potrà averla vinta.

15 comments

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