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La bella addormentata si è svegliata.

Alle 5:32 di stamani ha approvato il Recovery Fund che mette sul piatto dei 27 la bellezza di 750 miliardi, di cui 390 di sussidi, e un sistema di controlli a maggioranza qualificata per spese non corrette. L’Italia raccoglie la fetta maggiore di questa iniezione europea.
Ma la notizia vera è che per la prima volta l’Europa si è scoperta “geo-polo”: un continente fatto da tanti stati ma coeso su un obiettivo comune di risanamento, e non solo mercantile; una decisione politica ed un salto di qualità e di ruolo che la rende equiparabile agli altri due geo-poli mondiali, Usa e Cina.
L’Europa oggi diventa adulta e, tramite questa rifondazione, protagonista nelle dinamiche del mondo.
Per di più, l’Europa si dà un progetto a medio termine che lega tutti i contraenti di questa nottata.
La restituzione dei prestiti che sono la maggior parte dei soldi messi sul piatto sarà pluriennale e vincolerà nell’orbita dell’UE ogni governo che seguirà gli attuali.
I prestiti, cioè i debiti, diventano quindi il collante dell’Europa che troverà questi soldi sempre in Europa, tra i cittadini. Non è ancora una vera mutualizzazione del debito, ma siamo molto, molto vicini.

Questo sarà il vero virus che contaminerà i prossimi governi dei 27 paesi.

Ma con un nodo di novità che questo negoziato porta con sé: le rappresentanze politiche.
Un tempo c’erano il partito popolare ed i socialdemocratici, con un po’ di contorno. Oggi le due grandi famiglie politiche in Europa devono governare insieme per contrastare la miriade di novità politiche che corrono nei vari paesi.
Oggi in Europa c’è il “partito unico”. E così in Germania. E così- in parte- in Francia. Le differenze del passato si sono annacquate; le convivenze allargate.

Ma in tutti i paesi a fianco delle grandi famiglie popolari-socialisti dal sapore novecentesco sono sorti movimenti, partiti di destra, sinistra, verdi, nazionalisti, populisti e via enumerando che nulla hanno a che spartire con le famiglie storiche.

E il negoziato lo ha mostrato plasticamente: ogni paese ha combattuto la sua battaglia pensando ai partiti “contro” di casa propria. E si sono amalgamate alleanze inusuali ed incredibili. I paesi frugali, ad esempio, sono tutti o liberali o di sinistra, ma insidiati in casa propria da movimenti che non si riferiscono alle grandi famiglie politiche.
I loro attacchi sono stati una difesa per il loro futuro, in casa loro.
Questo nodo è un’insidia non indifferente e apre spazio a futuri incerti. Finora l’abbraccio delle due grandi famiglie e dei due paesi più grandi, Germania e Francia, ha resistito.
Ma domani?
Domani dovremo cominciare a pensare a nuove aggregazioni politiche transnazionali e famiglie europee più moderne.

I verdi si stanno attrezzando, altri dovranno farlo.

Tanto abbiamo il debito -oggi contratto- che ci terrà legati per questo domani che sta arrivando.

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